Home

Formazione

Concerti

FOTO LIVE

I nostri cd

Spazio fan

Contatti

Link

Testi







Musica – Una serata dedicata al grande cantautore. Lo spettacolo dell’Orchestrina del suonatore Jones, tra poesia, musica e ricordi a La Castellanza di Bosto
Cantando De André, omaggio al poeta genovese

--------------------------------------------------------------------------------

In origine era Renato Franchi, poi la "Dita fragili band", oggi è "L’orchestrina del suonatore Jones". Il nome di un gruppo e anche di una scelta musicale, di un percorso ispirato alla canzone d’autore. Un nome che si rifà ad una ballata del più grande cantautore italiano del Novecento: Fabrizio De André. L’orchestrina non è un semplice omaggio ad una canzone del poeta genovese, appunto il suonatore Jones, ma una reivificazione efficace di ciò che questo artista ha rappresentato e rappresenta ancora oggi per molte persone. La morale pasoliniana, che si rifà all’autenticità precostituita dell’uomo corrotta dalle convenzioni sociali e dal moralismo borghese, trova nelle canzoni di De André una felice, ironica e poetica rappresentazione. Se poi si aggiunge il cesello barocco di un autore capace di riempire qualsiasi spazio musicale con dei testi unici per la loro bellezza di segno e contenuto, l'opera di De André assume una valenza che va ben oltre la canzone come comunemente viene intesa.

L'Orchestrina del suonatore Jones con il suo omaggio, suggellato anche da un cd live (Cantando De André), trasmette questo messaggio con efficacia. Lo fa con umiltà, portando in giro per piazze e circoli uno spettacolo intenso, che coinvolge il pubblico. Musiche e parole, ballate e poesie. La gente risponde con entusiasmo, come è accaduto il 17 novembre scorso a Rescaldina, un concerto che ha fatto registrare il tutto esaurito. "Quella sera eravamo lì per lui, per Fabrizio e le sue canzoni - spiega Renato Franchi (nella foto) - . Così abbiamo deciso di percorrere con questa nuova formazione un cammino nella canzone del grande poeta per trasmettere l’importanza della canzone d’autore e il ruolo che ha giocato nella società italiana. L’orchestrina del suonatore, per amore di tutto quello che Fabrizio ha scritto e cantato, è costretta a suonare per tutta la vita e gli piace lasciarsi ascoltare". Un amore viscerale, mai messo in crisi, nemmeno dalla morte che si è presa il poeta con sé, che traspare persino nelle dichiarazioni, che riprendono i testi delle canzoni.

L’Orchestrina è composta da sei musicisti e si presenta con un set musicale acustico: Renato Franchi (voce e chitarre), Giovanni Arzuffi (fisarmonica), Carlo Manolo Cilibrasi (percussioni), Marta Franchi (Flauto voci e sax), Roberto D’Amico (contrabbasso), Gianni Binaghi (saxofoni), Davide Saccozza (mixer e border vox). Il loro spettacolo spesso si accompagna ai teleri etnici di Pino Ceriotti, testimonianza pittorica di un mondo che sta scomparendo. Il cd "cantando De André" contiene 18 pezzi dei 30 che vengono proposti nel concerto.
Franchi e l’Orchestrina del suonatore Jones continuano, insomma, in direzione ostinata e contraria, l’unico modo per diventare un’anima salva

varesenews.it
21 febbraio 2002


Torna a inizio pagina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna a inizio pagina


Intervista a Renato Franchi apparsa sul sito internet www.faberdeandre.com

Fonda le proprie radici nella tradizione del jazz, ma non solo... alcuni dei suoi componenti proviene dall'area del blues e del rock, ma non solo... dalle parole di Renato Franchi, leader del gruppo "Orchestrina del suonatore Jones", si coglie la volontà di esplorare, rielaborare e rappresentare la tradizione popolare anche attraverso l'opera di ricerca e diffusione che seppe fare Fabrizio De André sin dalle prime composizioni fino a giungere ai suoi ultimi lavori. E la scelta del nome di uno dei personaggi più "popolari" raccontati dal poeta genovese, non è casuale...

Vorrei cominciare con una vostra presentazione: chi siete? Da quale tradizione musicale provenite?

Come diciamo sempre nei nostri concerti , siamo un gruppo di “suonatori” con diversi anni di musica... (e non solo…) sulle spalle , proveniamo da diverse esperienze musicali , alcuni hanno militato in formazioni Jazz , altri in gruppi rock /blues , altri ancora come il sottoscritto si sono cimentati con la canzone d’autore , popolare e d’impegno sociale. l’Orchestrina si è formata ed è attiva da qualche anno , nasce dal comune e immenso amore nei confronti di Faber , delle sue canzoni della sua ricerca e proposta musicale e letteraria e non ultimo la grande sensibilità e attenzione che Fabrizio ha sempre avuto per le tematiche sociali , affrontate nelle sue canzoni con una straordinaria capacità di fornire dignità agli ultimi , ai diseredati ,agli sconfitti di questo mondo… non so dove l’ho letto ma ci ritroviamo pienamente nella bella frase che dice : … il mondo sonoro di Fabrizio è una bella e dolce fabbrica di emozioni libertarie… per queste ragioni esiste a mio avviso un gruppo di sette ..Suonatori ..che dopo viaggi nei più disparati lidi musicali oggi percorre un cammino meraviglioso nell’immenso mare della canzone del poeta corsaro che si chiama Fabrizio De Andrè.

Dal momento che vi accostate ad un autore tanto importante per la musica leggera italiana, e non solo per quella ,in che condizione reputate che sia la musica d'autore oggi?

La domanda è molto interessante quanto complessa, non è facile rispondere ma provo ad esprimere sinteticamente quello che penso… personalmente ritengo che la musica d’autore ,quella di qualità , per intenderci i De Gregori, i Fossati, i Guccini, lo stesso Fabrizio e altri di questo calibro, ha ancora la forza di passare e arrivare al grande pubblico , da questo versante posso dire che tutto sommato la canzone d’autore gode di buona salute sia qualitativamente ..vedi prodotto… che quantitativamente… vedi mercato... cosi non è purtroppo oggi per tanti altri e per la musica d’autore in generale .. è difficile e complicata l’emersione verso il grande pubblico di valide e giovani proposte che fermentano nello scenario musicale della canzone d’autore , che a differenza di quanto sembra è molto ricco e diffuso… mentre se da un lato , per me che sono attento a questo mondo(.. l’ultimo disco acquistato con difficoltà di reperibilità e quello di Andrea Parodi un bravo cantautore di Cantù) vedo un grande fermento di giovani nuovi autori di valore che scrivono belle canzoni e hanno una valida preparazione musicale e riferimenti importanti che vanno da Tenco a Ciampi a Fabrizio , da Bertoli a Bubola a Claudio Lolli, da Brel a Brassens tanto per fare alcuni nomi; dall’altro esiste purtroppo una difficoltà di diffusione e capacità di creare interesse e alternative a proposte spudoratamente commerciali esistenti , che trovano purtroppo largo spazio e credito da parte dei media a scapito di una musica di qualità…salvo poi meravigliarsi di fronte ai vari Cammariere ..vedi Sanremo..o Gianmaria Testa.. Vedi il riconoscimento dei Francesi al nostro capostazione di Cuneo. E' chiaro che questo aspetto andrebbe approfondito ragionando sul ruolo dei discografici , sulle proposte dei locali dove si fa musica, sugli organizzatori di eventi musicali ecc... ecc. A tale proposito credo che una piccola goccia di speranza esista e che qualcosa potrebbe cambiare a favore di una diversa prospettiva per la canzone d’autore. Vedo questo nelle iniziative valide e coraggiose di alcune etichette discografiche quali Storie di Note , Alabianca ... e altre... chissà …. che la musica distante possa diventare sempre piu’ forte. Come vedi si parte e si arriva sempre con e da Fabrizio….

Vi ritenete fedeli traspositori delle parole di un poeta, o in altre parole, ritenete abbiate il solo ruolo di diffondere le sue canzoni a chi non ha avuto la fortuna di assistere a un suo concerto o c'è qualcosa di più negli spettacoli e nella musica che fate?

Come musicisti, nel cantare Fabrizio, devo confessare che viviamo sempre una straordinaria emozione e la riscontriamo anche nel pubblico che partecipa ai nostri concerti , sia quelli che conoscono Faber sia chi lo conosce meno. Non so, ma penso che più che nel ruolo di diffusori , ci sentiamo delle persone..dei Suonatori che nella passione per la musica in generale (va detto che noi scriviamo e suoniamo canzoni nostre e di altri autori più o meno famosi e conosciuti ), hanno trovato un punto importante d’incontro che vede al centro la figura e l’opera musicale e letteraria di De Andrè. Certo è che cantare Fabrizio è una grande gioia per tutti i componenti della band. Per quanto riguarda le canzoni va detto che se per alcuni brani operiamo dei piccoli arrangiamenti che mantenendo lo spirito e l’anima della canzone cercano con tutta l’umiltà del caso di inserire un tocco personale della band. Altre canzoni sono riprese identiche alla versione originale. L'aspetto importante è che in entrambi i casi , a partire dalla scelta dei brani per la scaletta dei concerti , agli arrangiamenti , nella fase delle prove fino all’esecuzione finale delle canzoni, ognuno di questi momenti dà a tutta la band una gratificazione artistica e una formidabile energia, come dire, in ogni momento, in ogni concerto in cui si canta Fabrizio …(credo valga per noi ma anche per tante altre band ..mi piacerebbe avere questo riscontro…) si crea un’atmosfera magica che travalica ogni confine , possiamo dire che nei momenti in cui si canta Fabrizio è come guarire dai mali del mondo tutte le Anime Salve.

Quando ritenete vi sia stata una crescita nella qualità di artista nell'arco della carriera di De André? Sempre ammesso che vi sia stata.

Non per essere acritici, né vorrei passare per un adulatore fanatico, chi mi conosce sa che non è cosi, ma a questa domanda penso di poter dire che per De Andrè, a differenza di altri artisti , non esiste un momento particolare di crescita artistica, semmai esiste a mio giudizio la partenza di un viaggio artistico che è approdato a diversi porti dai quali il Poeta Corsaro ha saputo raccogliere importanti tesori. Fabrizio con la genialità spontanea tipica dei grandi artisti ha interpretato e raccontato il mondo e il tempo che ci scorre accanto, con la sua particolare intuizione e capacità di sfidare i tempi e le mode del momento ha realizzato e voluto le importanti collaborazioni che tutti conosciamo, che hanno contribuito nella costruzione di dischi e canzoni memorabili ….da Piovani, Reverberi, Danè, De Gregori, Bubola, Fossati, Pagani. Personalmente , per queste ragioni , e caratteristiche tipiche dei Grandi Personaggi ,non riesco a leggere nel percorso artistico di De Andrè fasi di crescita particolari….semmai come ho detto, vedo dei porti…un viaggio che per tanto tempo, il tempo di una vita non si è mai interrotto... l’inizio del viaggio... il primo porto. Se penso che nel pieno degli ormai distanti favolosi anni 60 , io ragazzino in vacanza in quel di Pegli, provincia di Genova , in una sera d’estate rimasi colpito da una strana canzone che usciva dagli altoparlanti di un Juke-Box, la voce che cantava era di un certo Fabrizio De Andrè, il titolo della canzone "La Ballata del Michè"; in quegli anni c’era la canzonetta da spiaggia , c’erano i Beatles e i Rolling Stones , imperversava il Beat nostrano con L’Equipe 84, i Rokes... ma un ragazzino e non ero il solo, di 15-16 anni viene folgorato da una fisarmonica musette che sottolineava la storia strana di un suicida carcerato; e allora a mio modesto giudizio, quando si ha una partenza artistica così, e si arriva al cuore del molo spensierato di ragazzini in vacanza con la poesia di una canzone, non può che crescere continuamente perché questo è e cosi’ è stato il suo inevitabile e straordinario destino. Per queste mie umili e personali considerazioni. Penso che per Faber ci sia stata una evoluzione artistica continua che scaturiva dalle sue innate potenzialità , solo la sua scomparsa ha segnato la fine di questo viaggio , solo la morte, destino fatale di ogni uomo su questa terra, ha portato la nave artistica di Fabrizio , carica di preziosi tesori all’attracco dell’ultimo porto… tutto quanto sopra a mio modesto giudizio consapevole che come sempre … qualcuno dirà che c’è un modo migliore…

De André ha saputo musicalmente essere eclettico nella scelta dei collaboratori e nella scelta degli arrangiamenti. A quale di questi diversi modi di approcciarsi alla canzone vi sentite più vicini?

Credo di avere già risposto in parte nella domanda precedente: ogni canzone di De Andrè ha un suo fascino particolare , diventa sempre molto difficile fare delle scelte , se queste avvengono sono legate piu’ ad aspetti di tipo tecnico- musicale, sonorità, strumentazione particolare, complessità esecutiva del brano ecc... l’Orchestrina conosce musicalmente circa quaranta canzoni di Fabrizio , che fanno parte di volta in volta delle 30 che entrano in scaletta nei concerti, ma ripeto e lo giuro ci piacerebbe poterle suonare tutte e quaranta e avendo il tempo imparare tutte le altre perchè ogni canzone di Fabrizio per chi le suona, le canta e per chi le ascolta, credo, offra sempre una dolce sensazione di libertà e proprio per dirla alla De Andrè "libertà l’ho vista ogni volta che ho suonato"

"Orchestrina del suonatore Jones": un nome che fa riferimento chiaramente a Spoon River. Ma in questa scelta è compresa anche un'eco della tradizione popolare. Almeno è quello che può suscitare istintivamente...

A parte la straordinarietà indiscutibile della canzone che si dice sia un po’ descrittiva dello spirito corsaro di Faber, la domanda è azzeccata e mi fa piacere che sia stato colto istintivamente il senso che stà nella scelta di questo nome. Orchestrina non è per niente casuale vuol significare la valenza del patrimonio popolare, il termine Suonatore e non Musicista ci è sembrato significativo perché a nostro giudizio dà la giusta dignità alla bellezza del mondo popolare cioè di tutto quello straordinario patrimonio di cultura contadina, di storia e vicende tramandato oralmente nella forma canzone o racconto, dalla gente e dal popolo che l’ha vissuta; un patrimonio che si pone in antagonismo ad atteggiamenti accademici e spocchiosi di quella che viene chiamata Cultura Colta tipica del potere in quanto tale che De Andrè pur senza sparare sentenze e giudizi ha sempre messo in contraddizione dando voce agli Ultimi , quindi a Tutti i Suonatori Jones del mondo che all’oste che vende il suo vino, chiedono tu cosa ti compri di migliore…

Quanto De André ha lasciato e quanto lascerà nel futuro secondo voi?

De Andrè ci lascia la sua voce calda e profonda , le sue parole , che resteranno nel cuore di molti e entreranno in quello di tanti altri che verranno , di questo ne sono convinto, inoltre come si dice, quando se ne và un poeta ,un artista si resta un po’ orfani e soli, ma quello che il poeta ha realizzato diventa da quel momento una stella che ci indica il cammino , un punto di riferimento un a rotta per molti..questo avverrà anzi già avviene , come per altri grandi della letteratura, della musica, della poesia, anche per Fabrizio. Se pensiamo che da diversi anni l’opera, le canzoni di De Andrè sono oggetto di insegnamento e di studio nelle scuole, credo che con la sua scomparsa questo aspetto si rafforzerà e si diffonderà. Sono convinto che sarà così, perché le storie, i racconti , i personaggi, il pensiero delle canzoni di Fabrizio, contengono, senza falsi moralismi o compassioni filantropiche , sinceri e forti elementi di giustizia e di rispetto fra gli uomini che inevitabilmente saranno oggetto di riflessione e d’insegnamento. Non ultime, rimangono per sempre, per tutti noi le sue belle canzoni da imparare e da cantare per mille anni al mondo e mille anni ancora.

In conclusione vorrei citaste una frase che fosse rappresentativa per l'attività del gruppo.

…suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare… (Il suonatore Jones - F.De André)

Milano,
6 maggio 2003
M.M.

 

Sul portale Mescalina è uscita la recensione della serata “Stazione Cantautori” del 27 febbraio 2004 all'ARCI Mirabello di Cantù, per leggere l'articolo vai al sito Mescalina

Recensione del concerto con Greg Trooper alla Locanda Lucia di Lecco
il 25 febbraio 2004

Recensione del concerto con Andrea Parodi allo STORYVILLE di Bedizzole (Bs) , il 27 marzo 2004