…siete pioggia che bacia le rose…
I casi drammatici della Thyssen Group di Torino, di Molfetta e altri ancora non sono che l'apice di una strage di persone di lavoratori che perdono la loro vita o rimangono invalidati per un lavoro che uccide.
Un milione di infortuni, mille e più morti ogni anno, centinaia e centinaia di persone che contraggono una malattia professionale: questo "bollettino di guerra" rappresenta i numeri di una strage dietro i quali ci sono storie, affetti e dolori.
Ho scritto queste parole, questa canzone, alla memoria ed al ricordo di tutte queste persone,
vittime di infortunio mortale, e non, sul lavoro.
Il mancato rispetto oltraggioso della vita umana e delle leggi sulla sicurezza impongono a tutti una riflessione su un mondo del lavoro sempre più frammentato e precario che deve essere cambiato
al fine di costruire percorsi di legalità ed una cultura
della sicurezza e della prevenzione.
Una piccola canzone
non potrà dare risposta a tutto questo:
ci vuole un impegno più ampio e di più forze, sociali e politico-istituzionali,
ma certamente può arrivare al cuore delle persone,
far riflettere e pensare,
dare speranza alla possibilità di un cambiamento,
affinchè questo non accada più
..a questo serve una canzone a vincere la confusione...
Victor Jara
Siete pioggia che bacia le rose
(canzone dedicata alle vittime per incedente sulavoro)
Era cielo era strada
Era cemento e cantiere
Era schianto era impalcatura
Era precipitare
Era il filo spinato, la paga del caporale
Il lavoro che stanca che uccide che ci fa sanguinare
Era inverno era neve
Era fatica e dovere
Era acciaio era fuoco stupito
Era il nostro morire
Era filo spinato, violenza e dolore
Il lavoro che stanca e poi uccide che ci fa sanguinare
Siete pioggia che bacia le rose
Siete lacrime e sole
Siete fiori di campo...schiacciati per terra
Il rifugio di tutti i sospiri
Siete luna nel cielo
Siete nuvole e stelle...cadute nel volo
Era speranza era sogno
Era vita era amore
Era fabbrica era officina
Era scardinare il cuore
Era il filo spinato
L'inganno del capitale
Il lavoro che stanca e poi uccide e ci fa sanguinare
Siete pioggia che bacia le rose
Siete lacrime e sole
Siete fiori di campo...schiacciati per terra
Il rifugio per tutti i sospiri
Siete luna nel cielo
Siete nuvole e stelle...cadute nel volo
...A mio padre Domenico...
aprile 2008
Renato Franchi