CODA DI LUPO di F. De André - M. Bubola
Do
Fa
Sol Fa
Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto,
correvo dietro
Do Fa Sol Fa
Do
ai cani
Fa Do Sol Do
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
Fa
Sol Fa Sol
sulla corrente di cavalli e di buoi
Fa Do
sui fatti miei e sui fatti tuoi
Fa Sol Do
e al dio degli inglesi non credere mai
Do Fa Sol Fa Sol Fa
Do……..
E quando avevo duecento lune e forse
qualcuna é di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in "Coda di
lupo"
cambiai il mio poney con un cavallo muto
e al loro dio perdente non credere mai
E fu nella notte della lunga stella con la
coda
che trovammo mio nonno crocefisso sulla
chiesa
crocefisso con forchette che si usano a
cena
era sporco e pulito di sangue e di crema
e al loro dio goloso non credere mai
E forse avevo diciott'anni e non puzzavo
più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una
fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai
e al dio della Scala non credere mai
Poi tornammo in Brianza per l'apertura
della caccia al bisonte
ci fecero l'esame dell'alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
"Per la caccia al bisonte - disse -
il numero è chiuso"
e a un dio a lieto fine non credere mai
Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a
Little-Big-Horn
capelli corti generale ci parlò
all'università
dei fratelli tute blu che seppellirono le
asce
ma non fumammo con lui non era venuto in
pace
e a un dio fatti il culo non credere mai
E adesso che ho bruciato venti figli sul
mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un
teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a
mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco
di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia
storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non
ho più memoria
e a un dio senza fiato non credere mai